
Lo avevamo apprezzato in tanti, tantissimi in Italia e nel mondo perché un Uomo Giusto che parlava agli ultimi come lo faceva con gli amici e con i Grandi della Terra. Ho sempre goduto della sua Dottrina perché fa parte della mia vita da sempre il concetto fondamentale di quanto ha insegnato al mondo. Ed era il 10 Giugno 2001 quando lo chiamai per invitarlo a Roma a ritirare il suo Oscar del vino come migliore scrittore!
Erano trasmissioni su Rai Uno che in terza serata facevano 1.700.000 persone
Glielo consegnò con Antonella Clerici, Giuseppe Bigazzi, e il mondo del vino fu fiero di vedere un grande uomo affianco alla nostra Cultura. È lui che ha cambiato il Tempo del cibo, orgoglio della materia prima, degli artigiani, dei piccoli produttori e che ha conservato il buono di un passato che non c’è più. Il cibo doveva essere pulito, buono, giusto!
Oggi mi vien da dire si esalta il contrario: il Capolarato non viene perseguito neppure dalle associazioni di categoria. La ristorazione tra “cremine e pappette” dimentica un cucinare pulito che Carlo sapeva raccontare e spiegare in ogni giorno della sua vita.
Non so se lui abbia notato un ritorno al peggio perché da molto che non lo sentivo, ma sicuramente Slow Food sì, perché con la sua Presidente Barbara Nappini abbiamo condiviso proprio di recente un progetto di “riabilitazione” della Cucina Italiana oggi in gran parte insulsa e macchiata da una tradizione francese indecente! Per ora piango con Barbara un grande Padre con la commozione di tutti quelli che lo porteranno per sempre nel loro cuore.
Franco M. Ricci