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Il Racconto dei Sensi: Viaggio nella Maison Pommery e Oltre
Masterclass di Massimo Billetto in compagnia della Ceo Pommery Italia Elena Garavaglia nella giornata di festa della Francia.
di Andrea Masotta
Pubblicato il 15/09/2026

In degustazione anche il rosato provenzale Multi-Millésime di La Gordonne, nato da un assemblage verticale di più annate, un savoir-faire tipico del mondo champenoise applicato ai vini di Provenza e il Royal Jarras Gris Rosé di Pink Flamingo, assemblaggio che privilegia il Grenache proveniente da vigneti a piede franco della Camargue.

Maison Pommery
Maison Pommery

La degustazione non è stata solo un esame tecnico, ma un viaggio nel tempo e nello spazio, guidato dalla visione di Madame Pommery che vedeva nello Chardonnay non solo delicatezza, ma una forza strutturata capace di riempire il sorso. 

Maison Pommery
Maison Pommery
La metamorfosi delle cantine.
Maison Pommery
Maison Pommery

Nel 1858 Jeanne Alexandrine Louise Pommery assume la guida della maison alla morte del marito e la orienta verso una qualità senza compromessi, capace di raccogliere le migliori vigne della Champagne. È lei, nel 1874, a creare Pommery Nature, il primo Brut a incontrare il favore del pubblico, rompendo con la tradizione dei vini dolcissimi. Nel 1868 avvia a Reims il cantiere del secolo: la trasformazione delle cave di gesso della collina Saint-Nicaise in diciotto chilometri di gallerie sotterranee, scavate a trenta metri di profondità, collegate al mondo esterno da uno scalone di centosedici gradini. Dentro il Domaine, i venticinque ettari intramurati del Clos Pompadour restano un laboratorio a cielo aperto, riservato a una cuvée che esiste solo in magnum. Il vigneto in Champagne, iscritto al Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2015, applica zero erbicidi e inerbimento dei filari, con cura particolare al Clos Pompadour contro l'erosione; il progetto BEE'IODIV affianca trenta arnie connesse su dieci siti per monitorare la biodiversità. Dal 2017 lo stile della Maison è custodito da Clément Pierlot, decimo Chef de Cave, entrato nel gruppo Vranken-Pommery nel 2004: a lui spetta ricomporre, ogni anno, i crus del vigneto Pommery, oltre 300 ettari, certificati dal 2014 "Viticulture Durable en Champagne" e "Haute Valeur Environnementale", nello stile fissato centocinquant'anni fa da Madame Pommery in due parole: une légèreté souriante, una leggerezza sorridente.

Maison Pommery
La scala di 116 gradini che connette il mondo sotterraneo al mondo esterno.
Maison Pommery
La Degustazione
Champagne Pommery Earth
Maison Pommery - Champagne Pommery Earth

Uve: Pinot Noir, Pinot Meunier, Chardonnay, da agricoltura sostenibile certificata 
Paglierino chiaro, perlage minuto che sale con calma regolare. Note di biancospino si alternano a spunti di fiori d'acacia, mentre la maggiorana accompagna un refolo di verbena; la susina gialla e la pesca matura lasciano poi spazio a un fondo caldo di pane appena sfornato e miele di castagno. Il palato si mostra rotondo e avvolgente, quasi cremoso, con un ingresso morbido che vira su un finale di scorza d'arancia amara e nocciola tostata, vivace e persistente.

Note della serata - L'Abbraccio Cremoso
Il viaggio inizia con un vino che è anche un manifesto: bottiglia alleggerita, etichetta in carta riciclata, inchiostri ad acqua, niente astuccio. Earth condensa oltre dieci anni di impegno ambientale della Maison in un calice che resta, prima di tutto, un vino d'assemblaggio nella più pura tradizione Pommery. Al naso è come passeggiare in un giardino dopo la pioggia: si avverte l'erba fresca tagliata e un frutto maturo avvolto da spezie dolci. Ma è in bocca che accade la magia: il vino è "masticabile", con una consistenza schiumosa e quasi burrosa, che il nostro docente Massimo Billetto definisce "dolce non dolce", per evidenziare una suadenza non dovuta dalla presenza di zucchero, ma dall'eleganza del sorso. L'attacco è vanigliato, quasi una carezza, ma si congeda con una nota di carattere, quella punta amarognola di scorza di limone e mandorla che invita subito a un altro sorso.

Champagne Brut Blanc de Blancs Apanage
Maison Pommery - Champagne Brut Blanc de Blancs Apanage

Uve: 100% Chardonnay, Côte des Blancs (Avize, Cramant), rinforzato da cru del nord della Montagne de Reims e della collina di Nogent-l'Abbesse
Paglierino brillante, la spuma è fitta e regolare. Il sambuco in fiore dialoga con la magnolia, mentre finocchietto selvatico e dragoncello costruiscono un registro balsamico teso; polpa di cedro e pompelmo bianco introducono una vena di polvere di gesso. Affilato e diritto al palato, sorretto da un'acidità calibrata che non conosce cedimenti e si rinnova a lungo, minuto dopo minuto, nel finale persistente.

Note della serata - Il Respiro Balsamico
Qui lo Chardonnay sale in cattedra per mostrare la sua anima più elegante e territoriale. Dimenticate i frutti semplici: qui il calice si apre su un vero e proprio orto botanico, dove salvia, rosmarino e menta si intrecciano in un profilo balsamico vibrante. È un vino di una precisione millimetrica che trova il suo punto di forza nella persistenza: una persistenza infinita che, come spiega Massimo Billetto, è il solo marchio di qualità che nessun artificio di cantina può replicare.

Champagne Brut Rosé Apanage
Maison Pommery - Champagne Brut Rosé Apanage

Uve: Chardonnay 34%, Pinot Noir 33%, Pinot Meunier 33%; colore ottenuto con aggiunta di 5% di vino rosso (Pinot Noir) elevato per vent'anni, secondo il metodo classico della Maison per i suoi rosati.
Rosa antico brillante con riflessi ramati. Rosa canina appassita e peonia scura si aprono su alloro e nepitella, poi mela rosolata e caramello cedono il passo a un sipario di foglie autunnali, muschio e resina di conifera. Sorso pieno e materico: un ordito che sfiora il tannino accompagna una vena di trattenuta elegante, quasi rammentasse un rosso da tavola; si sposa con naturalezza a portate di cacciagione e carni brasate.

Note della serata - L'Anima della Terra
Con il Rosé, i colori pastello lasciano il posto a toni scuri e materici. È un vino che sa di bosco: terra umida, funghi e fogliame emergono prepotentemente, accompagnati da una nota golosa che ricorda la tarte tatin. La componente di vino rosso gli conferisce una trama quasi tannica, una leggera astringenza che lo rende un compagno ideale a tavola. È lo champagne che "pensa" da vino rosso.

Champagne Brut Grand Apanage 1874
Maison Pommery - Champagne Brut Grand Apanage 1874

Uve: Chardonnay e Pinot Noir come ossatura, completati da Pinot Meunier della Montagne de Reims e della Grande Vallée de la Marne | Crus: 17, tra cui il Clos Pompadour di Reims | Assemblaggio: creato nel 2024 per i 150 anni del primo Brut Pommery, imperniato sulla vendemmia 2018 con riserve 2015 e 2012 | Affinamento: 48 mesi nelle crayères della Butte Saint-Nicaise

Oro intenso con riflessi ambra e perlage intenso, fine e persistente. Scorza d'arancio candita e camomilla essiccata incontrano issopo e melissa, poi datteri e pasta di nocciola introducono un fondo di cacao amaro e crosta di panificazione dolce. Sorso denso e stratificato, la trama si sovrappone su rimandi di torrone morbido e miele di castagno; un vino totale e nobile, che non richiede compagnia a tavola.

Note della serata - Il Marron Glacé nel Calice
Nato nel 2024 per celebrare i 150 anni dalla creazione del primo Brut Pommery, questo assemblaggio firmato Clément Pierlot ruota soprattutto attorno alla vendemmia 2018, arricchita da tocchi delle annate 2012 e 2015, con 48 mesi di affinamento nelle crayères della Butte Saint-Nicaise. Il risultato è un vino "totalizzante" che profuma di nobiltà: caffè tostato, burro fuso e un'indimenticabile nota di marron glacé. In bocca è denso e stratificato, con richiami al cioccolato bianco che ne fanno uno champagne da meditazione, capace di bastare a se stesso.

Champagne Brut Blanc de Noir Apanage
Maison Pommery

Uve: Pinot Noir 70%, Pinot Meunier 30%, dai grands crus della Montagne de Reims (Verzenay) — assemblaggio a soli vitigni neri
Oro intenso con bagliori ramati, perlage fine e continuo. Garofano e fiori di ibisco si aprono su mirto e origano, poi confettura di prugne e visciole introduce un fondo speziato di cannella, cardamomo e pepe rosa. Sorso sapido, quasi salino, che taglia con eleganza la ricchezza glicerica del vino e ne rilancia il dinamismo; finale mai stucchevole, di ottima persistenza gustativa e piacevole tensione.

Note della serata - Sapidità e Tradizione
Qui il Pinot Nero di Verzenay parla la lingua della terra. Scompaiono gli agrumi e compare la "cugnà", la composta d'uva delle tradizioni piemontesi contadine, insieme a petali di rosa secca e spezie orientali. La sua caratteristica più estrema è la sapidità, quasi salata, che taglia la ricchezza "grassa" del vino rendendo il sorso dinamico e mai stucchevole. È un vino che reclama un pezzo di Parmigiano Reggiano Vacche Rosse.

Champagne Brut Cuvée Louise Grand Cru Millésimé 2006
Maison Pommery - Champagne Brut Cuvée Louise Grand Cru Millésime 2006

Uve: 65% Chardonnay Grand Cru di Avize e Cramant, 35% Pinot Noir Grand Cru di Aÿ - tre Grands Crus, creata come omaggio a Louise Pommery
Oro pallido con riflessi verdolini, perlage finissimo e persistente. Tiglio e gelsomino appassito si intrecciano a salvia e lavanda, poi scorza di pompelmo candita precede un fondo di biscotto secco, foglie di tè nero affumicato e pietra bagnata. Sorso di cremosità sorprendente per un'annata di vent'anni: una progressione avvolgente si distende e continua a crescere anche dopo la deglutizione, con grande equilibrio.

Note della serata - Il Paradosso del Tempo
Il vertice della Maison ci regala una lezione di enologia: dopo 20 anni dalla vendemmia, questo vino appare incredibilmente giovane e fragrante. Il lungo contatto con i lieviti ha protetto la sua freschezza, offrendoci un bouquet di cedro candito, crosta di pane e tabacco dolce da pipa. La cremosità al palato è pazzesca, un'onda lenta che riempie la bocca e cresce dopo la deglutizione, sublimando i terroir di Avize, Cramant e Aÿ.

Domaines Château La Gordonne, Provenza, e Royal de Jarras, Camargue
Rosato Multi-Millésime - Château La Gordonne (Provenza)
Rosato Multi-Millésime - Château La Gordonne (Provenza)

Uve: Grenache, Syrah, Cinsault | Terroir: Pierrefeu-du-Var, massif des Maures - cirque de schiste di oltre 300 ettari in un unico tenimento, orientato verso il mare, con microclima privilegiato | Proprietà: Vranken-Pommery dal 2005
Rosa corallo luminoso. Ginestra e iris aprono su rosmarino selvatico e timo serpillo, poi arancia rossa matura e chicchi di melagrana precedono un fondo di pietra focaia, grafite e macchia mediterranea. Sorso morbido e avvolgente, la sapidità minerale quasi croccante ne allunga il finale con energia, richiamando piatti di mare strutturati e ricchi di sapore.

Note della serata - Ferro e Scisto
Ci spostiamo nel Sud della Francia, sui suoli scistosi del Massif des Maures: non lava, ma un basamento cristallino antichissimo, povero di humus, dove il ferro colora il sottosuolo di bruno-rossastro. Questo rosé provenzale ha una personalità "ematica": sentori ferrosi e note di idrocarburo lo rendono quasi smaltato. In bocca è morbido, con una sapidità minerale che sembra fatta apposta per accompagnare una ricca bouillabaisse marsigliese.
 

Royal Jarras Gris Rosé - Pink Flamingo
Royal Jarras Gris Rosé - Pink Flamingo

Uve: Grenache Gris e Grenache Noir in prevalenza | Terroir: Domaine Royal de Jarras, Isle de Stel, piccola Camargue (Aigues-Mortes) - 2.000 ettari in zona Natura 2000, viti a piede franco su suoli sabbiosi mai colpiti da fillossera | Certificazione: biologico dal 2019
Rosa tenue e luminoso, lievissimo. Fiori di tamerice sfumano nel gelsomino di mare, mentre santoreggia e finocchio marino disegnano una vena aromatica salmastra; agrumi freschi e pesca bianca anticipano un fondo di alghe essiccate e guscio di conchiglia. Teso e leggiadro al sorso, la sua freschezza vibrante accompagna fino a una chiusura sapida che profuma di mare.

Note della serata - Il Mare nel Bicchiere
Il finale è pura magia della Camargue. Queste vigne vecchie a "piede franco" - mai innestate, perché la sabbia ha sempre tenuto lontana la fillossera - affondano le radici nella sabbia salmastra e "bevono" letteralmente l'acqua del mare. Il risultato è un vino leggiadro, floreale, ma con una nota iodata e salina inconfondibile. Nonostante il caldo del Sud, conserva una freschezza vibrante che racconta la storia di un territorio dove la vite sfida il mare dal 1652.

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