Elogio della Gentilezza. Il ponte levatoio che facilita la relazione

La gentilezza ha sollevato molte controversie nel corso della storia. I pensatori antichi si sono divisi tra coloro che credevano nell'assoluto egoismo dell'animo umano, e coloro che fondavano le loro riflessioni sull'inesauribile fonte di generosità della persona.

Queste diverse visioni si sono alternate nel corso dei secoli. A volte più orientate alla concordia sociale basata sulla generosità relazionale, come nelle interpretazioni degli intellettuali del Rinascimento, altre più centrate sull'individualismo egoista come nel Leviatano di Hobbes (1651), contrastate dalle opinioni di Hume, Smith e Rousseau.

La gentilezza, all'interno di questa alternanza filosofica, non ha trovato uno spazio autonomo di riflessione, né il riconoscimento come ambito di approfondimento specifico. Le Scienze della Comunicazione e le diverse scuole di pensiero, non hanno pensato di offrire alle diverse generazioni di comunicatori una riflessione strutturata e di apprendimento esperienziale sul tema gentilezza. Eppure la straordinaria valenza trasformativa che la gentilezza (non la formalità), riesce a determinare nei contesti relazionali, richiederebbe di dotarci di una nuova sensibilità e di (ri)scoprire questo modo altro di sentirci felici.

La gentilezza è una componente della capacità empatica di una persona di comprendere ed anticipare i comportamenti dell'interlocutore, ma, dal punto di vista temporale, ne anticipa i tempi: la gentilezza traccia la strada all'empatia.

Per noi che amiamo l'olio extravergine e il vino e le relazioni che li accompagnano, che promuoviamo momenti di benessere generati dall'esercizio degustativo, la gentilezza dovrebbe essere la precondizione dell'esperienza emozionale.

La gentilezza nelle parole e nei gesti, nella forma e nella sostanza del nostro narrare, è il saperci distinguere come quelli che con l'olio ed il vino ed attraverso questi hanno trasformato la propria esperienza di vita, provando al contempo a contagiare con leggerezza quella degli altri.

La gentilezza deve essere il vestito della quotidianità. È l'abito con il quale ci presentiamo a parlare di olio e di vino, a raccontare una determinata storia. È il perché quell'atto degustativo consapevole sia espressione stessa di gentilezza nei confronti di un valore/prodotto.

La gentilezza è la prima fase del percorso sensoriale, è lo spazio che trasforma un momento, nell'esperienza desiderosa di repliche.

La gentilezza, è la nostra nuova disciplina da sperimentare.

Maurizio Saggion

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dove Siamo

Iscriviti alla Newsletter

Tramite il presente form esprimi il tuo consenso a ricevere le nostre comunicazioni tramite il seguente canale:

Ti potrai rimuovere da questa lista in qualsiasi momento, tramite il link presente su ognuna delle email che riceverai. Puoi consultare la nostra Informativa dal link presente sul sito

We use Mailchimp as our marketing platform. By clicking below to subscribe, you acknowledge that your information will be transferred to Mailchimp for processing. Learn more about Mailchimp's privacy practices here.

Conosci davvero l'Olio?

Conosci davvero l'Olio?

Scopri se sei davvero un buon conoscitore dell'Olio. Partecipa al nostro quiz per metterti alla prova: un docente FIS-AISO leggerà le tue risposte e ti contatterà via email per parlarne insieme.

Partecipa ora!

ASSOVER - Associazione Sommelier dell'Olio e del Vino dell'Emilia-Romagna | P.IVA 15391141007 | Informativa sulla Privacy e Informativa sui cookie