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Tenuta San Leonardo: l’eleganza senza tempo del grande rosso trentino
Una verticale storica per scoprire l’evoluzione di un’etichetta simbolo
di Lorenzo Costantini
Pubblicato il 14/10/2026

Prima ancora di diventare uno dei grandi nomi del vino italiano, San Leonardo è stato un luogo di preghiera, lavoro agricolo e vita comunitaria, la cui storia si perde nei secoli. Antico insediamento monastico, attestato nel Medioevo come San Leonardo in Sarnis, il borgo sorge in Vallagarina, ad Avio, sulla riva sinistra dell’Adige, in una posizione protetta dalle montagne trentine e influenzata dalla mitezza che risale dal lago di Garda. Qui la vite si coltiva da tempi lontani e, sotto la guida dei Frati Crociferi, l’arte della vinificazione si affinò fino a raggiungere una reputazione che arrivava anche alla corte austroungarica di Vienna. La tenuta entrò stabilmente nella storia dei Guerrieri Gonzaga nel XVIII secolo, ma il passaggio decisivo avvenne alla fine dell’Ottocento, quando il marchese Tullo Guerrieri Gonzaga sposò Gemma de Gresti, erede della proprietà e ricordata per il suo straordinario impegno umanitario. 

San Leonardo 2000
Anselmo Guerrieri Gonzaga e Daniela Scrobogna
San Leonardo, una storia che attraversa i secoli

Durante la Prima guerra mondiale si prodigò per rintracciare e riportare in patria migliaia di prigionieri italiani dispersi nei campi di detenzione in Russia; a San Leonardo organizzò inoltre un ospedale da campo, facendo della proprietà un luogo di soccorso e assistenza. Nel dopoguerra continuò a dedicarsi alle opere benefiche e alla ricostruzione del Trentino, sostenendo ospedali, scuole e asili. La sua presenza resta legata alla tenuta anche attraverso Villa Gresti, che scelse come centro operativo delle proprie iniziative, e attraverso il rosato Gemma, dedicato oggi alla sua memoria. Fu il figlio Anselmo ad imprimere una nuova direzione all’azienda, riorganizzandola tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, dedicando crescente attenzione alla viticoltura e all’enologia. È però con Carlo Guerrieri Gonzaga, figlio di Anselmo, che la tenuta trova la propria vocazione enologica più riconoscibile.

La visione di Carlo Guerrieri Gonzaga e la cultura del taglio bordolese

Primo vero enologo della famiglia, Carlo, uomo nobile sia di stirpe sia di cuore, non si avvicina al vino soltanto per necessità di gestione del patrimonio agricolo, ma per una sincera passione e una curiosità rivolta ai grandi rossi internazionali. Studia enologia a Losanna e approfondisce le proprie conoscenze attraverso viaggi in Francia e in Toscana, guardando soprattutto a Bordeaux e alla capacità dei suoi produttori di ottenere vini complessi e longevi, attraverso l’assemblaggio di diverse varietà. In Toscana, nella tenuta San Guido, incontra Mario Incisa della Rocchetta, creatore del Sassicaia, che diventa il suo riferimento, e quello che Carlo stesso considera il proprio “padrino enologico”. Da quel confronto nasce l’idea di trasferire a San Leonardo la cultura del taglio bordolese, senza riprodurla meccanicamente, ma cercando una sua espressione nel clima e nei terreni della Vallagarina. Dopo la morte del padre, nel 1974, Carlo assume la guida della proprietà e avvia un cambiamento profondo: rinnova i vigneti, introduce varietà internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot e sperimenta il potenziale del Carmenère, già storicamente presente e destinato a diventare uno degli elementi distintivi del vino. La prima annata del San Leonardo è la 1982.

Verticale di San Leonardo
Degustazione di San Leonardo alla Fondazione Italiana Sommelier
San Leonardo
IGT Vigneti delle Dolomiti
Cabernet Sauvignon, Carmenère, Merlot

Il progetto prende forma attorno a un assemblaggio di impronta bordolese, nel quale le uve vengono vinificate separatamente per arrivare alla composizione finale dopo un’attenta valutazione dei singoli vini. Nel 1985 Giacomo Tachis entra nella storia della tenuta come enologo, affiancando Carlo in un percorso che contribuirà a definire ulteriormente lo stile del rosso. La consacrazione non tarda: il San Leonardo 1988 ottiene il primo importante premio nazionale, mentre nel 1997 il vino riceve un importante riconoscimento internazionale, che lo indica come miglior rosso italiano e dodicesimo vino al mondo nella propria selezione. Traguardi che non cambiano la natura del progetto, fondato più sulla pazienza e sulla continuità del lavoro che sulla ricerca dell’effetto. In questo percorso colpisce anche la personalità di Carlo Guerrieri Gonzaga. Chi lo ha incontrato ne apprezza la gentilezza d’altri tempi, i modi affabili, la discrezione e una modestia che non corrisponde soltanto a un tratto di carattere, ma sembra riflettersi nel modo in cui ha costruito la propria idea di vino. La sua autorevolezza non ha bisogno di ostentazione: si accompagna piuttosto alla curiosità, alla disponibilità al confronto e a una pacata determinazione. Una “tranquilla vitalità”, per riprendere l’espressione con cui Mario Soldati aveva descritto la famiglia, che in Carlo trova una sintesi particolarmente felice. Oggi il figlio Anselmo amministra la tenuta e prosegue il lavoro familiare, sostenuto da persone che in molti casi sono nate e cresciute nel borgo e che tramandano da generazioni la conoscenza della terra e delle sue pratiche. Dal 2015 l’azienda è certificata biologico e continua a custodire un approccio artigianale in vigna e in cantina. Il San Leonardo resta il risultato più compiuto di questa vicenda: un vino nato guardando ai grandi Bordeaux, ma capace di emanciparsi dal modello francese e trovare una voce propria, fatta di freschezza, armonia e finezza tannica. Un rosso che racconta non soltanto l’intuizione di un uomo, ma la storia di una famiglia e di un luogo che, attraverso i secoli, hanno imparato a riconoscersi nel vino.

La verticale di San Leonardo: il vino e il passare del tempo
I millesimi più recenti
San Leonardo 2021

13% Vol | Acidità: 5,75 pH: 3,71
 

Andamento stagionale:
Un’annata qualitativamente straordinaria, segnata da un andamento climatico difficile nella prima parte della stagione ma riscattata da un finale estremamente favorevole, senza stress idrici e tanta luce solare.

Degustazione:

Sfoggia un giovanile e didascalico colore rubino. I profumi sono quelli di un vino agli albori del proprio sviluppo. Sciorina aromi di gelatina al lampone, cioccolatino alla ciliegia, liquirizia, cardamomo, chiodi di garofano e un tocco balsamico di resina di abete. Il tutto è rifinito da note di grafite, moka e tè nero. Il sorso, tutt’altro che ammiccante, vanta un aplomb “old style”, che ricorda i grandi bordolesi di un tempo. Il residuo zuccherino è vicino allo zero, la sapidità è netta e i tannini già invidiabilmente vellutati.
 

 

San Leonardo 2019

13% Vol | Acidità: 5,94 pH: 3,70
 

Andamento stagionale:
Un millesimo equilibrato, ad eccezione di un giugno torrido, a ridosso dei 40 gradi, ma rimesso in riga da un’estate temperata; foriera di rossi tannici, freschi e impreziositi da una struttura elegante.

Degustazione

Rubino con un’accennata sfumatura granato. Ancora un po’ ritroso nell’espressione olfattiva, dispensa aromi di cassis, amarena sotto spirito, sottobosco, eucalipto e radice di china. Al palato propone una sapidità detonante, salmastra, con un tannino serico, che è il fil rouge dell’etichetta. Sfuma con pimpante freschezza. Per una complessità che renda giustizia all’annata e al vino, si consigliano almeno altri due anni di affinamento.

 

 

San Leonardo 2015
13% Vol | Acidità: 6,22 pH: 3,65
 

Andamento stagionale:
Un’annata molto favorevole per i rossi trentini e i tagli bordolesi in particolare. Le riserve idriche, accumulate durante l’inverno e a giugno, hanno scongiurato stress idrici nel siccitoso periodo estivo, prevenendo sgraditi cali di acidità nelle uve.

Degustazione:

Rubino tenebroso, che sfuma granato. Ha un olfatto generoso e dettagliato. Un turbinio di frutti di bosco, cola, muschio, prugne disidratate e suggestioni di legna arsa, insieme ad un intrigante bouquet floreale che incornicia il tutto. All’assaggio svela una struttura più compatta e rotonda rispetto ai campioni precedenti, un’indole che in questo millesimo ammicca più al clima mediterraneo che a quello montano. I tannini sono fitti ma di ottima fattura, e il ricordo dell’assaggio invero lento a svanire.

La foto di rito insieme ai Sommelier
Le annate storiche

San Leonardo 2011
13,5% Vol | Acidità: 6,26 pH: 3,61
 

Andamento stagionale:
Un andamento climatico particolarmente complesso, caratterizzato da un’estate instabile, piogge importanti e temperature inferiori alle attese. Una vendemmia regolare ha scongiurato malattie fungine, concretizzando rossi di buona struttura, intensità aromatica e un interessante potenziale evolutivo.

Degustazione:

Si presenta con una nuance a metà fra il rubino e il granato. La firma del millesimo è una dote minerale particolarmente decisa, che evoca suggestioni di grafite e ardesia. Libera poi prugne in confettura, pampepato, cioccolato fondente, terra umida, china e una netta quanto ammaliante nota di rosa. Al palato vanta una delle espressioni più intriganti della serata. Nonostante un accento leggermente più “rustico” degli altri campioni, il sorso è centrato, armonico e di grande personalità, con una persistenza lunghissima e sfaccettata.


 

San Leonardo 2008
13,5% Vol | Acidità: 5,95 pH: 3,59
 

Andamento stagionale:
Solo 409 mm di pioggia tra aprile e ottobre. Annata perciò molto asciutta, con temperature medie di luglio sopra i 26 gradi. Agosto e la prima decade di settembre sono stati anch’essi molto asciutti, ma con ottime escursioni termiche giorno/notte, foriere di una perfetta maturazione delle uve e un ottimo rapporto zucchero-acidità.

Degustazione:

Veste granato compatta. Cattura con profumi di arancia rossa, confettura di more, cedro, incenso e tabacco, per poi orientarsi su percezioni goudron e di legno tostato. Accattivante anche al palato, dove dispensa potenza e ricchezza, senza pagare dazio all’equilibrio generale, garantito da un contributo fresco-sapido ancora gagliardo.

 

 

San Leonardo 2003
IGT Vigneti delle Dolomiti
Cabernet Sauvignon, Carmenère, Merlot 
13% Vol | Acidità: 6,3 pH: 3,79
 

Andamento stagionale:
L’annata è stata caratterizzata, oltre che da scarse precipitazioni, soprattutto dal grande caldo che ha colpito tutta la penisola. Le temperature estive si sono mantenute costantemente sopra i 24 gradi e, assieme alle deboli precipitazioni dell’intero periodo, hanno portato ad una maturazione e ad una vendemmia anticipate. L’annata così calda e tanta concentrazione non hanno beneficiato alla longevità di questa etichetta, che come contraltare giovò di prontezza ed equilibrio nelle prime fasi di vita. 

Degustazione:
Oggi sfoggia una colorazione granato e propone aromi di frutta in confettura - prugne su tutto -, sottobosco, tabacco a foglia scura, tamarindo, grafite e un tocco goudron. Sorso caldo, in linea con il naso, vanta tannini risolti, un buon equilibrio complessivo e una eco sapida che tonifica il finale.

 

 


San Leonardo 2000
13% Vol | Acidità: 5,5 pH: 3,88
 

Andamento stagionale:
Annata con soli 229 mm di pioggia nel periodo tra aprile ed ottobre, ai tempi la più siccitosa dal 1983. Durante il periodo estivo le piogge sono state irrisorie, ma le riserve idriche del fondovalle e le escursioni termiche tra la notte e il giorno, di ben 15 gradi, hanno giocato a favore dell’equilibrio analitico dei mosti.

Degustazione:

Uno degli inaspettati fuoriclasse della verticale, non particolarmente convincente nei primi anni di vita, per via di una certa ritrosia aromatica. Oggi si presenta granato, di pregevole luminosità, e mette in mostra un profilo stregante di torba marina, caffè in grani, china, fico disidratato al cioccolato e ancora cannella, capperi sotto sale e alghe essiccate. Al palato esibisce ricchezza mediterranea, compattezza e generosità, il tutto scosso da netta sapidità e da una freschezza che fa la sua parte. Tannini ineccepibili, non comune la persistenza.

 


San Leonardo 1997
13% Vol | Acidità: 5,6 pH: 3,8
 

Andamento stagionale:
Il 1997, insieme al 1990 ed al 1995, è da considerarsi una delle annate con le minori precipitazioni rispetto all’intero decennio. Le ore di sole durante tutta la stagione sono state nella media. Degna di nota l’escursione termica, con ben 17 °C di differenza fra il giorno e la notte nel mese di settembre. Un’annata favorevole alla maturità e alla concentrazione.

Degustazione:

Il millesimo che fece inamorare tanti appassionati di questa etichetta, si presenta oggi con un cuore rubino ancora compatto, che sfuma granato. Gli anni si iniziano a sentire ma c’è ancora vita e piacere da dispensare, con le sue fragranze di frutta in confettura, salamoia, olive nere al forno e scorze d’arancia, per chiudere con note goudron e di brodo di carne. In bocca rivela una struttura misurata, con tannini ben disciolti, morbidezza glicerica e una voce alcolica ben integrata all’ossatura del vino.

Verticale Storica di San Leonardo

San Leonardo
Località San Leonardo - Frazione Borghetto all'Adige - 38060 Avio TN
Tel. 0464 689004
www.sanleonardo.it
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